Dalle risposte raccolte emerge un quadro complesso ma molto coerente della vita quotidiana degli adolescenti e dei giovani del territorio. La maggior parte dei partecipanti ha tra i 14 e i 17 anni, con una presenza significativa anche della fascia 18–19. L’uso dei social media risulta diffuso e spesso intenso: molti dichiarano di trascorrere tra le 3 e le 4 ore al giorno online, mentre una parte non trascurabile supera le 5 ore. Nonostante ciò, una quota consistente afferma di sentirsi dipendente “qualche volta” o “spesso”, e diversi studenti riferiscono di aver provato a ridurre l’uso senza riuscirci.
Il rapporto con il digitale si intreccia con il benessere personale. Numerosi ragazzi raccontano di aver trascurato studio, sonno o relazioni a causa dei social o del gaming, con risposte che vanno da “qualche volta” a “spesso”. Lo stress emerge come un elemento ricorrente: molti dichiarano di essersi sentiti stressati o ansiosi molto spesso negli ultimi sei mesi. Le motivazioni sono diverse e spesso legate alla scuola, al carico di studio, agli impegni sportivi, alle aspettative familiari o a questioni personali che non sempre vengono condivise con qualcuno.
Per quanto riguarda le sostanze, la maggior parte degli studenti afferma di non aver mai provato droghe, e molti dichiarano di non aver mai fumato. L’alcol è invece più presente: diversi studenti riferiscono di averlo provato almeno una volta o occasionalmente. Nonostante ciò, quasi tutti percepiscono l’uso di sostanze come abbastanza diffuso tra i coetanei, soprattutto in città o in contesti scolastici.
Quando si trovano in difficoltà, i giovani si rivolgono principalmente agli amici più stretti e alla famiglia. Solo pochi citano figure come psicologi o insegnanti. Molti dichiarano di non conoscere i servizi di supporto presenti in città oppure di non averli mai utilizzati. La fiducia verso la scuola e i servizi cittadini appare generalmente limitata: diversi studenti ritengono che il liceo sia poco preparato ad affrontare problemi legati alle dipendenze o alla salute mentale, e una parte significativa afferma che non si sentirebbe a proprio agio nel parlarne con un docente o con un operatore.
Le risposte aperte confermano questo sentimento. Alcuni studenti raccontano che gli insegnanti tendono talvolta a minimizzare ansia e difficoltà, interpretandole come scarso impegno scolastico; altri sottolineano la necessità di una formazione più specifica per i docenti sui temi della salute mentale e sulla gestione delle fragilità. Molti chiedono una scuola più attenta al benessere degli studenti, con meno verifiche concentrate nello stesso periodo, maggiore ascolto e la presenza di psicologi o esperti percepiti come accessibili e vicini agli studenti. Alcuni segnalano anche problemi legati alla sicurezza urbana, come la presenza di persone che fanno uso di droghe in aree della città, ad esempio nei pressi della stazione.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una generazione consapevole, capace di riconoscere i propri limiti e le proprie difficoltà, ma che spesso non trova nei servizi scolastici o cittadini un punto di riferimento percepito come realmente affidabile. Gli studenti chiedono ascolto, competenza, spazi sicuri e adulti preparati: una richiesta chiara e ricorrente che attraversa quasi tutte le risposte raccolte.